Walter Benjamin
Frammento
Teologico-politico1
[in Il concetto di critica nel romanticismo tedesco. Scritti
1919-22, Einaudi, Torino 1982]
Solo il Messia stesso compie ogni accadere storico e precisamente nel
senso che egli soltanto redime, compie e produce la relazione fra
questo e il messianico stesso. Per questo nulla di storico può
volersi da se stesso riferire al messianico. Per questo il regno di Dio
non è il Telos della Dynamis storica; esso non può essere posto
come scopo. Da un punto di vista storico, esso non è scopo
(Ziel), ma termine (Ende). Per questo
lordine del profano non può essere costruito sul
pensiero del regno di Dio, per questo la teocrazia non ha alcun senso
politico, ma solo un senso religioso. Aver negato con ogni forza il
significato utopico della teocrazia è il merito più grande dello
Spirito dellUtopia di Bloch.
Lordine del profano devessere
orientato sullidea di felicità. La relazione di
questordine col messianismo è uno dei punti
dottrinali essenziali della filosofia della storia. E precisamente esso
condiziona una concezione mistica della storia, il cui problema si
può presentare in unimmagine. Se una freccia indica
lo scopo verso il quale opera la Dynamis del profano e
unaltra la direzione dellintensità
messianica, allora la ricerca della felicità
dellumanità libera diverge certamente da quella
direzione messianica, ma, come una forza, attraverso la sua
traiettoria, può favorirne unaltra diretta in senso
opposto, così anche lordine profano del Profano
può favorire lavvento del regno messianico. Il
Profano non è, dunque, una categoria del Regno, ma una categoria - e
certamente una delle più pertinenti - del suo più facile
approssimarsi. Poiché nella felicità ogni essere terrestre aspira
al suo tramonto, ma solo nella felicità esso è destinato a
trovarlo. - Mentre limmediata intensità messianica
del cuore, del singolo uomo interiore procede, invece attraverso
linfelicità, nel senso del dolore. Alla
restitutio in integrum spirituale, che conduce
allimmortalità, ne corrisponde una mondana, che
porta alleternità di un tramonto e il ritmo di
questa mondanità che eternamente trapassa, e trapassa nella sua
totalità, non solo spaziale, ma anche temporale, il ritmo della
natura messianica è la felicità. Poiché la natura è messianica
per la sua eterna e totale caducità.
Tendere a questa, anche per quei gradi delluomo che
sono natura, è il compito della politica mondiale, il cui metodo deve
essere chiamato nichilismo.
[Traduzione di G. Agamben]
Footnotes:
1Conservato in una redazione manoscritta e
in varie redazioni dattiloscritte. La datazione di questo testo è
discussa. Alla convinzione di Adorno che si trattasse di un testo tardo
(Benjamin glielo aveva letto a San Remo alla fine del 1937 o
all inizio del 1938, presentandolo come una novità),
si opponeva Scholem, che datava il testo negli anni 1920-21. I curatori
delle GS, tenendo anche conto di argomenti
materiali, si sono decisi per quest ultima data.
Concordano con la datazione precoce, oltre al riferimento a
Geist der Utopie di Bloch (che Benjamin
leggeva nel 1919), l affermazione, contenuta già in
una lettera dell aprile 1909
(Briefe, 208), secondo cui il pensiero di
Schlegel e degli altri romantici, sui quali Benjamin aveva lavorato per
la tesi di laurea, aveva al suo centro la categoria del Messianismo.
Che, però, Benjamin abbia riflettuto sul Messianismo proprio nei mesi
immediatamente precedenti l incontro con Adorno a San
Remo, risulta da una lettera del 10 ottobre 1937, in cui, a proposito
del saggio di Karl Thieme su Marxismus und
Messianismus, egli scrive all autore:
la prima lettura aveva dato occasione a riflessioni,
che mi ero proposto di comunicarle
(Briefe, 738).
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